“Oh, Harriet!”
di Francesco D’Adamo
Giunti Editore, 2018
(11 – 12 – 13 anni)

1912.
Il Titanic è appena affondato e i giornali di tutto il mondo sono in prima linea per accaparrarsi le notizie più esclusive.
Così l’Herald Tribune di New York manda il giovane (e sacrificabile) cronista Billy Bishop ad intervistare una vecchia donna nera a migliaia di miglia da New York.
Inizialmente contrariato Billy poco a poco impara a conoscere quella donna minuta che si trova di fronte: lei è la grande Harriet Tubman, pseudonimo di Amarinta Ross, il generale Harriet, zia Harriet, il Mosè della gente nera.
Nata nel Maryland negli anni venti dell’Ottocento, Harriet conobbe solo la schiavitù fino a ventisette anni, quando decise di fuggire verso gli stati del nord rischiando la vita, e giurando una volta conquistata la libertà, di salvare più neri possibili. E così fece.
Harriet riuscì a trovare bianchi e neri che l’aiutassero nella sua impresa e in poco tempo costituì la “Underground Railroad”, una rete di itinerari segreti e luoghi sicuri utilizzati dagli schiavi degli Stati Uniti per fuggire negli stati liberi del nord e in Canada, e lei stessa si espose in prima persona in numerose missioni di salvataggio.
Quando scoppiò la Guerra di secessione americana prestò servizio come cuoca e infermiera per l’esercito dell’Unione diventando in seguito la guida di una ricognizione armata (infatti fu la prima donna a guidare una spedizione armata durante la guerra).
Una donna malata, minuta, che si è fatta grande per la sua gente, però morirà nel 1913 sapendo di aver abolito la schiavitù ma non il pregiudizio razziale.
Bisognerà sttendere cento anni dopo, negli anni Sessanta del Novecento, le parole di Martin Luther King perché i neri americani vedano riconosciuti pubblicamente i loro diritti di uomini liberi.
Un libro denso di storia che contrappone il carattere fiero di Harriet alla timidezza del suo intervistatore, in un altalenarsi di discorsi seri, battute, ragionamenti profondi e diritti umani.
Da leggere tutto d’un fiato, come ho fatto io.
H!

Sullo stesso argomento potete leggere anche un altro libro di D’Adamo del 2014: “Oh, freedom!” sempre edito da Giunti.

http://www.giunti.it/editori/giunti-junior

(immagine: la copertina del libro)