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ROSICCHIA IL FILM

Un vampiro adolescente – Vampiretto al cinema

“Vampiretto” è un film tratto dalla serie di libri della scrittrice tedesca Angela Sommer Bodemburg, tradotti in più di trenta lingue e venduti in più di venti milioni di copie in tutto il mondo.
In Italia i libri di “Vampiretto” sono stati inizialmente pubblicati da Salani, ma recentemente tutta la sta uscendo nelle edizioni Giunti Junior con un pregevole restyling delle grafiche grazie alle splendide illustrazioni di Paolo d’Altan, ed ora approda al cinema sotto forma di film di animazione. Però non è la prima volta che Rudolph (Rüdiger nella versione cartacea) viene proposto al cinema, nel 2000 con un film diretto da Ulrich Edel – Il mio amico vampiro -che sposta l’ambientazione in America e cambia i nomi dei protagonisti, ma non perde il gusto scanzonato del film per adolescenti.
La saga di “Vampiretto” composta da venti libri, vede la luce alla fine degli anni ’70, quando la letteratura vampiresca non era nutrita e incoraggiata come oggi, ma in realtà lo stratagemma del vampiro è solo unpretesto per sottolineare due mondi che si incontrano, proprio come due ragazzi diversissimi tra loro (Rüdiger il vampiro e Anton l’umano) e diventano amici. Infatti in un’intervista la scrittrice afferma che il suo vampiro non è un mostro assetato di sangue, ma “un vampiro con timori e debolezze che forse possono aiutare i bambini a liberarsi dalle proprie paure”. Inoltre lo stratagemma del ragazzo/vampiro permette all’autrice di affrontare un tema molto caro ai ragazzi: la capacità di volare, perché Rüdiger ha un mantello che gli permette di farlo (come ogni vampiro della tradizione) e ne fornisce uno uguale ad Anton.
Una storia moderna che affonda le radici in una letteratura antica, rivisitandola e permettendo al lettore di identificarsi con il “diverso” che affronta la quotidianità come un ragazzo “normale”.
H!

Collana Vampiretto
di Angela Sommer Bodemburg
Illustrato da Paolo d’Altan
Giunti junior
(8 – 9 – 10 anni)

“Vampiretto”
Germania, 2017
regia di Richard Claus, Karsten Kiilerich
A. Film, Ambient Entertainment GmbH, Cool Beans
animazione, 83 min.

(immagine: la prima versione di Vampiretto nei libri Salani, il Vampiretto edito da Giunti Junior e le locandine de “Il mio amico vampiro” – USA 2000 e del film di animazione “Vampiretto” – Germania 2017)

NON IMPORTA QUANTO TU SIA PICCOLO…

Nel 1954 il Dr Seuss (pseudonimo di Theodor Seuss Geisel, 1904 – 1991) pubblicò “Ortone e i piccoli Chi!” (Horton hears a who!), un libro nel suo incredibile stile che parla dell’importanza di ognuno, non importa quanto piccolo.
Nel pieno stile del Dr. Seuss: un grande messaggio in una storia che apparentemente parla d’altro: Ortone l’elefante grazie alle sua grandi orecchie riesce a sentire le voci dei Chi, gli abitanti di Chissà, una città costruita su un granello di polvere. Ovviamente solo Ortone è in grado di sentire le microscopiche voci dei Chi e non viene creduto dagli altri abitanti della giungla (i macachi, l’aquila, ma soprattutto la cangura) che fanno di tutto per sottrargli il granello di polvere (appoggiato sopra un fiore). Solo l’unione di tutte le voci dei Chi (più una) permetterà loro di farsi sentire, salvare la loro città e riabilitare Ortone.
Nel 2008 dal racconto viene realizzato un film di animazione dal titolo italiano “Ortone e il mondo dei Chi” (con Ortone l’elefante doppiato in Italia da Christian De Sica).
Il film è stato prodotto dalla Blue Sky Studios 20th Century Fox.
Come sempre trasporre un racconto in rima in un lungometraggio in prosa (in questo caso anche musical!) fa perdere la cadenza della storia originale. Per forza di cose si sono dovute allungare delle scene per giustificare 84 minuti di animazione e sono stati aggiunti parecchi personaggi (inoltre i Chi diventano i Non-So-Chi). Gli animali sono ben delineati, a partire da Ortone l’elefante, e non perdono l’aspetto riconoscibilissimo dell’originale, però il 3D è ben lontano dalla semplicità dei disegni bicromatici del Dr. Seuss.

“Ortone e il mondo dei Chi” (Horton hears a who!)
USA, 2008
Blue Sky Studios 20th Century Fox
animazione, 84 min.

(immagine: il libro di “Ortone e i piccoli Chi!” edito da Giunti e la locandina del film)

UN INDIANO PICCOLO PICCOLO

Negli anni Ottanta la scrittrice britannica Lynne Reid Banks pubblica “L’indiano nell’armadio” (“The indian in the Cupboard”, 1980) ed è subito un successo seguito poi da altri quattro libri che completano una vera e propria saga.
La storia, apparentemente molto semplice, in realtà è continuamente in bilico fra il desiderio infantile di vedere animati i propri giocattoli e… i viaggi nel tempo!
Omri, per il suo compleanno riceve da suo fratello un armadio (simile a quelli che si usano per contenere le medicine), il regalo insolito è seguito da una chiave antica che sua madre gli offre per poterlo chiudere e custodire meglio le sue cose.
Omri chiude nell’armadio una figurina di plastica di un indiano che prende vita.
Si potrebbe pensare ad una trama stile “Toy story”, ma l’indiano che diventa vivo dentro l’armadio di Omri è un vero indiano irochese che si chiama Piccolo Toro (Little Bull), vissuto nella seconda metà dell’Ottocento, un vero umano in miniatura che ha tutta una serie di esigenze: mangiare e costruirsi una casa.
Nel 1995 la storia di Omri e di Piccolo Toro viene trasportata sullo schermo con il film dal titolo italiano “La chiave Magica” per la regia di Frank Oz (USA). Purtroppo il film esplora solo l’aspetto avventuroso legato alla chiave, all’armadietto e la lunga serie di equivoci che si verifica quando Omri cerca di nascondere Piccolo Toro ai suoi compagni di scuola o ai suoi genitori, trattando in modo un po’ goffo l’aspetto magico dei viaggi nel tempo e l’amicizia fra due persone che vivono in secoli diversi, che per una serie di eventi incredibili condividono un pezzo di vita.
A mio avviso la saga letteraria è spettacolare, soprattutto il quarto libro (“Il mistero dell’armadio”), quando finalmente l’autrice spiega da dove ha origine la magia dell’armadio.
In Italia i libri di Lynne Reid Banks sono pubblicati da Salani:
“l’indiano nell’armadio”
“l’indiano fu ferito”
“Il segreto dell’indiano”
“Il mistero dell’armadio”
“La chiave dell’indiano”.
H!

(immagine: le copertine italiane dei libri di Lynne Reid Banks, le copertine inglese e americana e la locandina del film di Frank Oz)

CHI HA PAURA DELLE STREGHE?

CHI HA PAURA DELLE STREGHE?

“Le Streghe” (“The Witches”, 1983) è uno dei libri più famosi di Roald Dahl ma pochi sanno che da questo romanzo è stato tratto un film dal cast stellare nel 1990: “Chi ha paura delle streghe?” (titolo italiano).
Il film rispecchia abbastanza l romanzo: il piccolo protagonista (orfano) scopre che sua nonna con la quale vive, è in realtà una cacciatrice di streghe e, durante una vacanza, vengono a sapere che il Concilio Supremo delle Streghe d’Inghilterra sta tramando per trasformare i bambini in topi.
Il ragazzo viene scoperto e trasformato immediatamente in un topo, ma riesce a parlare comunque con la nonna, e insieme cercano di impedire che il crudele piano delle streghe si compia.
Nel libro, e anche nel film, impariamo che le streghe non sono esseri pieni di porri a cavallo di una scopa, ma donne bellissime con scarpe a punta e saliva color del mirtillo, c’è un vademecum da rispettare se si vuole individuare una strega, e questa storia insegna a guardare sotto le maschere e oltre le apparenze
Il film è decisamente meno poetico del libro, c’è più azione e il finale viene radicalmente cambiato, con l’aggiunta di un personaggio risolutivo, forse a favore di un “happy end” che nel libro non si compie.
Una curiosità: in alcuni paesi il finale del film è stato censurato perché l’autore, ancora vivo all’epoca dell’uscita cinematografica, non aveva accettato che si proiettasse.
Incredibile e cattivissima Anjelica Hudson (la Morticia Addams cinematografica) nel ruolo della disgustosa Strega Suprema.
H!

“Le streghe” di Roald Dahl, Salani Editore, 1983.
“Chi ha paura delle streghe?” (“The Witches”) di Nicholas Roeg, prodotto da Jim Henson, Warner Bros, 1990.