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ROSICCHIA IL FILM

HOOT – SALVIAMO LE CIVETTE!

“Hoot” è un romanzo di Carl Hiaasen (giornalista e scrittore statunitense) del 2002, pubblicato per la prima volta in Italia da Mondadori nella collana “Onde” nel 2003.
“Hoot” è la storia di Roy che trasloca con la sua famiglia dal Montana alla Florida e, dopo qualche difficoltà, fa amicizia con Beatrice e il suo fratellastro, Dita di Triglia. Quest’ultimo ha scelto di vivere libero nella natura, fuggendo dalla famiglia, e in segreto sta sabotando un cantiere dove dovrebbe sorgere l’ennesima “Casa della Frittella di Mamma Paula”, che sta per cominciare i lavori su un’area occupata da una rarissima specie di civetta: la civetta delle tane.
Così fra inseguimenti, colpi di scena e adulti contro adolescenti, si snocciola questa fiaba ecologista dove alla fine il bene trionfa e le civette non ci rimettono le penne!
Il film di Wil Shriner del 2006, uscito in Italia solo per il mercato dell’home video, ripercorre fedelmente la storia del libro con un giovanissimo Logan Lerman (Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo) come protagonista.
Anche se il libro si affida di più alle sensazioni di Roy e al suo senso di giustizia che cresce pagina dopo pagina, il film risulta un po’ più stereotipato, ma alla fine si rivela un gradevole teen movie.
Comunque paesaggi mozzafiato e un discreto cast ne fanno un prodotto godibile per tutta la famiglia.
H!

(immagine: una civetta delle tane, la copertina del libro di Hiaasen e la locandina del film del 2006)

“Hoot”
regia Wil Shriner
USA, 2006
commedia, 91 min

I PRIMITIVI (EARLY MAN)

Dai creatori di “Galline in fuga” (2000) e “Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro” (2005) un gustoso film girato con la plastilina in stop motion che ironizza sulla primordiale predilezione degli uomini per il gioco del calcio.
Un lungometraggio che sembra proprio la risposta inglese all’americano “I Croods” (DreamWorks, 2013), anche se i due prodotti differiscono notevolmente, sia dal punto di vista grafico che dal punto di vista dei contenuti.
In un mondo primordiale che volge al termine c’è una tribù di cacciatori di conigli nella quale il giovane Dag sogna di cacciare mammut.
Ma la vita tranquilla nella valle dove vivono i cacciatori viene sconvolta dall’arrivo degli uomini più evoluti dell’età del bronzo (che differiscono dai primi dalle dimensioni delle mani e dei piedi) fermamente decisi a sfrattare i cavernicoli per estrarre preziosi minerali dalla valle.
Solo Dag, insieme al suo cinghiale Grugno, raggiunge la città del bronzo e sfida pubblicamente la squadra di calcio della città governata dall’avido governatore Lord Noot per riavere la valle.
Comincia così un improbabile allenamento di calcio che vede la tribù di Dag sgambettare fra vulcani, geyser attivi e papere giganti, che li porterà alla partita finale dove si giocheranno tutto.
Geniale è la comicità inglese di cui è impregnata tutta la storia.
Interessanti anche le trovate “alla Flintstones” dove si fa uso di oggetti moderni realizzati con materiali antichissimi (e improbabili).
Non mancano inoltre riferimenti a personaggi televisivi e cinematografici tanto cari a Nick Park.
H!

I libri de “I primitivi” sono pubblicati dalla casa editrice Il castoro.

(immagine: la locandina del film e le copertine dei libri)

“I primitivi” (Early man)
regia: Nick Park
Regno Unito / Francia, 2018
animazione / commedia, 89 min.

COCO il film

Il diciannovesimo lungometraggio della Pixar è stato l’ennesimo successo.
Indubbiamente parlare di “Giorno dei Morti” nel periodo natalizio, non ha infastidito la tradizione.
Perché proprio nel Giorno dei Morti (Dia de Muertos) è ambientato questo coloratissimo film di animazione in bilico fra il racconto per bambini e il musical.
Siamo in Messico, nella cittadina di santa Cecilia, e facciamo la conoscenza di Miguel Rivera, un ragazzino che, nonostante dalla sua famiglia sia stata bandita la musica, sogna di fare il musicista.
Miguel si esercita continuamente con la chitarra ispirandosi alla folgorante carriera di Ernesto de la Cruz. I suoi unici spettatori sono il cane glabro Dante e la bisnonna Coco (che dà il titolo al film).
Per una serie di coincidenze, Miguel si ritrova nel regno dei morti (ancora più colorato di quello dei vivi) dove incontra i suoi avi e addirittura la celebre Frida Kahlo che sono decorati come delle calaveras (teschi di zucchero tipici delle celebrazioni del Dia de Muertos).
Intanto noi facciamo la conoscenza di un aldilà pieno di vita, ulteriormente colorato dalle alebrijes, degli spiriti guida che si presentano come animali fantastici, e scopriamo che quando un morto viene dimenticato, non può più attraversare il ponte di petali che lo porta per una notte l’anno (di solito in concomitanza con Halloween o – per noi – il Giorno dei Morti) a rivedere la sua famiglia.
In pieno stile Disney Pixar non mancano equivoci, fughe spettacolari, personaggi che si rivelano diversi da ciò che sono e happy end, ma per tutta la durata del film aleggia il messaggio dell’importanza degli affetti, anche quando seguire i propri sogni sembra più importante della famiglia.
Un film godibilissimo con un bel doppiaggio in italiano (dove appare anche Mara Maionchi), ricco di trovate “scheletriche” davvero divertenti.
I libri Disney Pixar sono pubblicati da Giunti Editore.
H!

“Coco” – Disney Pixar
USA, 2017
Animazione, 109 min

JUMANJI 2017 – BENVENUTI NELLA GIUNGLA!

Jumanji è un libro illustrato del 1981 di Chris Van Allsburg pubblicato in Italia da Logos.
Jumanji è un film USA del 1995 di Joe Johnston con Robin Williams.
Ma il gioco continua, perché Jumanji nel 2017 è diventato un super film di azione con il sottotitolo “Benvenuti nella giungla”, diretto da Jake Kasdan e con Dwayne “The Rock” Johson.
La storia del libro è piuttosto semplice: due fratelli trovano un gioco abbandonato (Jumanji) e cominciano a giocarci, però le loro mosse prendono vita e gli animali feroci descritti nel tabellone compaiono in casa fino alla fine del gioco che fa sparire tutto.
Sulla traccia del libro originale viene girato il film del 1995, dove la storia si complica perché un ragazzo rimane intrappolato nel gioco per ventisei anni e, quando viene liberato, deve terminare la partita per far tornare tutto come prima. Questo film ebbe un notevole successo all’epoca, non solo per la brillante interpretazione di Robin Williams, ma anche per il notevole dispendio di effetti speciali.
E oggi Jumanji torna, ma non più in una scatola di legno con pedine intagliate, bensì sotto forma di videogame nel quale si è evoluto (perché i ragazzi non giocano più con i giochi da tavolo), però riprende dal 1996, cioè da quando il film precedente si era interrotto. Poi la linea temporale si sposta di nuovo e arriviamo ai giorni nostri dove quattro ragazzi in punizione trovano il gioco nello scantinato della scuola che devono pulire, così quello che sembra un vecchio videogame diventa una porta fra il mondo reale e l’interno del gioco, i ragazzi vengono risucchiati e diventano i loro stessi avatar. Come nelle storie precedenti anche qui bisogna finire il gioco per tornare a casa, ma l’azione è in una vera e propria giungla con animali ferocissimi e trappole mortali.
Azione, divertimento e battute non proprio scontate ne fanno un bel prodotto degna continuazione dell’originale.
Immancabile alcune strizzate d’occhio al film del 1995 e un piccolo “ricordo” del personaggio di Alan / Robin Williams.
Ma in tutte le versioni di Jumanji una domanda rimane senza risposta: sono stati i giocatori a scegliere il gioco o viceversa?
Una curiosità: secondo l’autore, Chris Van Allsburg, Jumanji in lingua zulu significa “molti effetti”.

Jumanji: benvenuti nella giungla
di Jake Kasdan
USA, 2017
Commedia, fantastico, azione, 119 min.

WONDER, IL FILM

Wonder è il film adattamento dell’omonimo libro di R. J. Palacio (2012) edito in Italia da Giunti.
“Il libro è più bello” non è una massima che ben si adatta a questo film, che ripercorre abbastanza fedelmente le avventure di August (Auggie) Pullman, un bambino di dieci anni che è nato con la sindrome di Treacher Collins che gli deforma il viso. Auggie ha subito moltissimi interventi e ha studiato a casa con sua mamma, quando comincia il libro (ed il film) deve affrontare per la prima volta nella sua vita un’intera scuola andando in prima media. Mostrare il proprio aspetto in pubblico non è così facile, le persone hanno paura di ciò che non conoscono, ma Auggie ha la fortuna di avere alle spalle una famiglia che lo sprona a dare sempre il meglio e vedere oltre le apparenze. Così seguendo il primo anno di scuola di Auggie (che inizialmente si nasconde dietro un casco da astronauta) veniamo a conoscenza di tutte le difficoltà che giorno dopo giorno la famiglia Pullman ha dovuto affrontare: la mamma che si è annullata per il figlio e la sorella (Olivia) che è stata messa in disparte. Ognuno ha da dare la sua versione, infatti il libro è diviso in otto capitoli dove i protagonisti raccontano Auggie e la sua malattia dal loro personale punto di vista.
Il film rispecchia abbastanza bene tutto il libro, è anche diviso per “capitoli”, dove ognuno racconta la sua storia, ovviamente alcune sfumature non potevano essere riportate sullo schermo, anche se gli attori sono stati scelti bene e i momenti toccanti non mancano.
Bravi gli attori, belli la fotografia ed il ritmo, profondi invece i momenti di sconforto e di bullismo che sono altalenanti in tutta la vicenda.
Ovviamente nel libro c’è molto di più, ma il film è comunque un ottimo prodotto (con attori del calibro di Julia Roberts) ed è stato il secondo film più visto al cinema del Natale 2017.
H!

“Wonder”
regia di Stephen Chbosky
USA, 2017
drammatico, 113 min.

Un vampiro adolescente – Vampiretto al cinema

“Vampiretto” è un film tratto dalla serie di libri della scrittrice tedesca Angela Sommer Bodemburg, tradotti in più di trenta lingue e venduti in più di venti milioni di copie in tutto il mondo.
In Italia i libri di “Vampiretto” sono stati inizialmente pubblicati da Salani, ma recentemente tutta la sta uscendo nelle edizioni Giunti Junior con un pregevole restyling delle grafiche grazie alle splendide illustrazioni di Paolo d’Altan, ed ora approda al cinema sotto forma di film di animazione. Però non è la prima volta che Rudolph (Rüdiger nella versione cartacea) viene proposto al cinema, nel 2000 con un film diretto da Ulrich Edel – Il mio amico vampiro -che sposta l’ambientazione in America e cambia i nomi dei protagonisti, ma non perde il gusto scanzonato del film per adolescenti.
La saga di “Vampiretto” composta da venti libri, vede la luce alla fine degli anni ’70, quando la letteratura vampiresca non era nutrita e incoraggiata come oggi, ma in realtà lo stratagemma del vampiro è solo unpretesto per sottolineare due mondi che si incontrano, proprio come due ragazzi diversissimi tra loro (Rüdiger il vampiro e Anton l’umano) e diventano amici. Infatti in un’intervista la scrittrice afferma che il suo vampiro non è un mostro assetato di sangue, ma “un vampiro con timori e debolezze che forse possono aiutare i bambini a liberarsi dalle proprie paure”. Inoltre lo stratagemma del ragazzo/vampiro permette all’autrice di affrontare un tema molto caro ai ragazzi: la capacità di volare, perché Rüdiger ha un mantello che gli permette di farlo (come ogni vampiro della tradizione) e ne fornisce uno uguale ad Anton.
Una storia moderna che affonda le radici in una letteratura antica, rivisitandola e permettendo al lettore di identificarsi con il “diverso” che affronta la quotidianità come un ragazzo “normale”.
H!

Collana Vampiretto
di Angela Sommer Bodemburg
Illustrato da Paolo d’Altan
Giunti junior
(8 – 9 – 10 anni)

“Vampiretto”
Germania, 2017
regia di Richard Claus, Karsten Kiilerich
A. Film, Ambient Entertainment GmbH, Cool Beans
animazione, 83 min.

(immagine: la prima versione di Vampiretto nei libri Salani, il Vampiretto edito da Giunti Junior e le locandine de “Il mio amico vampiro” – USA 2000 e del film di animazione “Vampiretto” – Germania 2017)

NON IMPORTA QUANTO TU SIA PICCOLO…

Nel 1954 il Dr Seuss (pseudonimo di Theodor Seuss Geisel, 1904 – 1991) pubblicò “Ortone e i piccoli Chi!” (Horton hears a who!), un libro nel suo incredibile stile che parla dell’importanza di ognuno, non importa quanto piccolo.
Nel pieno stile del Dr. Seuss: un grande messaggio in una storia che apparentemente parla d’altro: Ortone l’elefante grazie alle sua grandi orecchie riesce a sentire le voci dei Chi, gli abitanti di Chissà, una città costruita su un granello di polvere. Ovviamente solo Ortone è in grado di sentire le microscopiche voci dei Chi e non viene creduto dagli altri abitanti della giungla (i macachi, l’aquila, ma soprattutto la cangura) che fanno di tutto per sottrargli il granello di polvere (appoggiato sopra un fiore). Solo l’unione di tutte le voci dei Chi (più una) permetterà loro di farsi sentire, salvare la loro città e riabilitare Ortone.
Nel 2008 dal racconto viene realizzato un film di animazione dal titolo italiano “Ortone e il mondo dei Chi” (con Ortone l’elefante doppiato in Italia da Christian De Sica).
Il film è stato prodotto dalla Blue Sky Studios 20th Century Fox.
Come sempre trasporre un racconto in rima in un lungometraggio in prosa (in questo caso anche musical!) fa perdere la cadenza della storia originale. Per forza di cose si sono dovute allungare delle scene per giustificare 84 minuti di animazione e sono stati aggiunti parecchi personaggi (inoltre i Chi diventano i Non-So-Chi). Gli animali sono ben delineati, a partire da Ortone l’elefante, e non perdono l’aspetto riconoscibilissimo dell’originale, però il 3D è ben lontano dalla semplicità dei disegni bicromatici del Dr. Seuss.

“Ortone e il mondo dei Chi” (Horton hears a who!)
USA, 2008
Blue Sky Studios 20th Century Fox
animazione, 84 min.

(immagine: il libro di “Ortone e i piccoli Chi!” edito da Giunti e la locandina del film)

UN INDIANO PICCOLO PICCOLO

Negli anni Ottanta la scrittrice britannica Lynne Reid Banks pubblica “L’indiano nell’armadio” (“The indian in the Cupboard”, 1980) ed è subito un successo seguito poi da altri quattro libri che completano una vera e propria saga.
La storia, apparentemente molto semplice, in realtà è continuamente in bilico fra il desiderio infantile di vedere animati i propri giocattoli e… i viaggi nel tempo!
Omri, per il suo compleanno riceve da suo fratello un armadio (simile a quelli che si usano per contenere le medicine), il regalo insolito è seguito da una chiave antica che sua madre gli offre per poterlo chiudere e custodire meglio le sue cose.
Omri chiude nell’armadio una figurina di plastica di un indiano che prende vita.
Si potrebbe pensare ad una trama stile “Toy story”, ma l’indiano che diventa vivo dentro l’armadio di Omri è un vero indiano irochese che si chiama Piccolo Toro (Little Bull), vissuto nella seconda metà dell’Ottocento, un vero umano in miniatura che ha tutta una serie di esigenze: mangiare e costruirsi una casa.
Nel 1995 la storia di Omri e di Piccolo Toro viene trasportata sullo schermo con il film dal titolo italiano “La chiave Magica” per la regia di Frank Oz (USA). Purtroppo il film esplora solo l’aspetto avventuroso legato alla chiave, all’armadietto e la lunga serie di equivoci che si verifica quando Omri cerca di nascondere Piccolo Toro ai suoi compagni di scuola o ai suoi genitori, trattando in modo un po’ goffo l’aspetto magico dei viaggi nel tempo e l’amicizia fra due persone che vivono in secoli diversi, che per una serie di eventi incredibili condividono un pezzo di vita.
A mio avviso la saga letteraria è spettacolare, soprattutto il quarto libro (“Il mistero dell’armadio”), quando finalmente l’autrice spiega da dove ha origine la magia dell’armadio.
In Italia i libri di Lynne Reid Banks sono pubblicati da Salani:
“l’indiano nell’armadio”
“l’indiano fu ferito”
“Il segreto dell’indiano”
“Il mistero dell’armadio”
“La chiave dell’indiano”.
H!

(immagine: le copertine italiane dei libri di Lynne Reid Banks, le copertine inglese e americana e la locandina del film di Frank Oz)

CHI HA PAURA DELLE STREGHE?

CHI HA PAURA DELLE STREGHE?

“Le Streghe” (“The Witches”, 1983) è uno dei libri più famosi di Roald Dahl ma pochi sanno che da questo romanzo è stato tratto un film dal cast stellare nel 1990: “Chi ha paura delle streghe?” (titolo italiano).
Il film rispecchia abbastanza l romanzo: il piccolo protagonista (orfano) scopre che sua nonna con la quale vive, è in realtà una cacciatrice di streghe e, durante una vacanza, vengono a sapere che il Concilio Supremo delle Streghe d’Inghilterra sta tramando per trasformare i bambini in topi.
Il ragazzo viene scoperto e trasformato immediatamente in un topo, ma riesce a parlare comunque con la nonna, e insieme cercano di impedire che il crudele piano delle streghe si compia.
Nel libro, e anche nel film, impariamo che le streghe non sono esseri pieni di porri a cavallo di una scopa, ma donne bellissime con scarpe a punta e saliva color del mirtillo, c’è un vademecum da rispettare se si vuole individuare una strega, e questa storia insegna a guardare sotto le maschere e oltre le apparenze
Il film è decisamente meno poetico del libro, c’è più azione e il finale viene radicalmente cambiato, con l’aggiunta di un personaggio risolutivo, forse a favore di un “happy end” che nel libro non si compie.
Una curiosità: in alcuni paesi il finale del film è stato censurato perché l’autore, ancora vivo all’epoca dell’uscita cinematografica, non aveva accettato che si proiettasse.
Incredibile e cattivissima Anjelica Hudson (la Morticia Addams cinematografica) nel ruolo della disgustosa Strega Suprema.
H!

“Le streghe” di Roald Dahl, Salani Editore, 1983.
“Chi ha paura delle streghe?” (“The Witches”) di Nicholas Roeg, prodotto da Jim Henson, Warner Bros, 1990.